Prendiamo atto dell’estrema
confusione esistente in vista delle prossime Elezioni Regionali in Liguria.
Prendiamo atto che queste elezioni
porteranno all’ennesima affermazione del sistema-Burlando nella nostra terra, attraverso
la candidata Raffaella Paita. La Liguria, già stremata da oltre vent’anni di
dominio incontrastato da parte dell’attuale governatore PD (con il tacito
consenso, per non dire altro, della destra rappresentata da Scajola), è
condannata a proseguire nello stesso triste “carugio” di cementificazione del
territorio, collusione affaristica dei soliti noti ed erosione di prospettive
per giovani e meno giovani.
Prendiamo atto che, al di là del
Movimento Cinque Stelle che ha scelto da tempo la sua candidata, le altre forze
d’opposizione si sono divise sui nomi e hanno dato vita in certi casi a strane
manfrine, come nel caso dei cosiddetti “civatiani”. Allo stesso tempo, il nome
di Giorgio Pagano, sindaco per diversi anni della Spezia con i DS, non suscita in
noi particolari entusiasmi, non apparendo in grado di ribaltare il tavolo nelle
poche settimane mancanti alla tornata elettorale, né di offrire uno “strappo”
reale col solito tran tran dell’ex sinistra “arcobaleno”, la cui debolezza strutturale
è complementare alla forza d’urto del PD.
Riteniamo che ci sia l’urgenza di
creare una nuova mentalità nella cultura politica della Liguria (e, più in
generale, del Nord-Ovest, e dell’Italia). Riteniamo altresì che i partiti
“storici” della frammentata galassia della sinistra abbiano ampiamente fallito
il loro compito, a causa dei troppi compromessi con il PDS/DS/PD avvenuti negli ultimi lustri, e del loro
progressivo allontanamento dal tessuto vitale della società civile.
Una nuova forza politica
d’opposizione al sistema dominante, in Liguria come altrove, dovrà nascere al
di fuori di queste organizzazioni, raccogliendo tutte le esperienze di
resistenza che partono spontaneamente sui territori. Senza tessere di partito
da sventolare, né bizzarre prospettive come quella di porsi “a sinistra del
PD”, che non hanno senso logico, né utilità concreta, nell’attuale fase
storica.
In Liguria, così come in
Piemonte, constatiamo, con la nostra esperienza, la necessità di realizzare un
“collettore” capace di raccogliere tutte queste esperienze di resistenza,
spesso microscopiche e invisibili ai media, ma bisognose di trovare un vero riferimento,
che sia lontano dalla retorica e
dall’ipocrisia dei partiti esistenti. Lavorare in questa direzione è l’unica
prospettiva efficace che individuiamo.
Alternativa Nord-Ovest
Nessun commento:
Posta un commento