giovedì 23 aprile 2015

L’arte della guerra

Escalation Usa/Nato in Europa di Manlio Dinucci

Si chiama «Noble Jump» l’esercitazione Nato svoltasi il 7-9 aprile in Germania, Olanda, Repubblica Ceca e altri otto paesi europei, dove in 48 ore sono stati mobilitati migliaia di uomini della «Forza di punta» ad altissima prontezza operativa, parte della «Forza di risposta» di  30mila uomini. La seconda fase si svolgerà il 9-20 giugno in Polonia, dove saranno dispiegate truppe provenienti da Germania, Olanda, Repubblica Ceca, Norvegia e altri paesi.

Si prepara così la «Trident Juncture 2015», l’esercitazione che, dal 28 settembre al 6 novembre, si svolgerà in Italia, Spagna e Portogallo con unità terrestri, aeree e navali e con forze speciali di tutti i paesi Nato. Con  25mila partecipanti, annuncia lo U.S. Army Europe, sarà «la più grande esercitazione Nato dalla caduta del Muro di Berlino», che testerà le capacità della «Forza di risposta», il cui ruolo – ha spiegato un portavoce Nato – è «rispondere a una crisi prima ancora che essa cominci», in altre parole quello della «guerra preventiva».

Guiderà l’esercitazione il Jfc Naples, comando Nato (con quartier generale a Lago Patria, Napoli) agli ordini dell’ammiraglio Usa Ferguson, che è anche comandante delle Forze navali Usa in Europa e delle Forze navali del Comando Africa. Come dichiara il generale Usa Breedlove –  Comandante supremo alleato in Europa (il capo militare della Nato nominato sempre dal Presidente degli Stati uniti) – queste esercitazioni costituiscono «una chiara indicazione che la nostra Alleanza ha la capacità e volontà di rispondere alle emergenti sfide alla sicurezza sui nostri fianchi meridionale e orientale». Cioè ha la capacità e volontà, partendo dalle basi in Europa, di fare altre guerre in Nordafrica/Medioriente (dove si prepara un altro intervento militare in Libia) e nell’Europa orientale.

Sul «fianco orientale» la Nato, dopo aver provocato l’esplosione della crisi ucraina, preme sempre più sulla Russia. Al largo della Scozia è in corso (11-24 aprile) la più grande esercitazione aeronavale Nato della serie «Joint Warrior», in funzione anti-Russia, con la partecipazione di oltre 50 navi da guerra e 70 cacciabombardieri di 14 paesi, compreso un gruppo navale sotto comando italiano. Nel Mar Nero, dove in marzo si è svolta una esercitazione Nato cui ha partecipato anche l’Italia, navi da guerra Usa incrociano ai limiti delle acque territoriali russe.

Quando un cacciabombardiere russo, disarmato ma attrezzato per la guerra elettronica, ha sorvolato il cacciatorpediniere lanciamissili Donald Cook, il Pentagono ha protestato per «questa azione provocatoria russa che viola i protocolli internazionali». Sono invece legali, per Washington, i droni Usa Global Hawk che sorvolano il Mar Nero e l’Ucraina.

Dove è arrivato da Vicenza un convoglio Usa della 173rd Airborne Brigade con armi ed equipaggiamenti per l’operazione «Fearless Guardian»: l’addestramento, per un periodo di sei mesi, di tre battaglioni (di chiara ispirazione nazista) della Guardia nazionale ucraina, effettuato da  circa 300 parà Usa. Cui si aggiungono centinaia di istruttori inviati da Gran Bretagna e Canada.  Ottawa fornisce a Kiev anche immagini ad alta definizione del suo satellite Radarsat-2 per uso militare.

E la Germania? Mentre da un lato sembra differenziarsi da Washington trattando con Mosca, dall’altro partecipa alle esercitazioni Nato sotto comando Usa in funzione anti-Russia e, allo stesso scopo, arma la Lituania offrendole anche obici semoventi Panzerhaubitze 2000, che sparano 12 proiettili da 155 mm al minuto con gittata di 30-40 km. Gli stessi usati dalla Germania nella guerra Nato in Afghanistan.

(il manifesto, 21 aprile)

mercoledì 22 aprile 2015

Nell'era degli spettri lo spettacolo della morte e dell'impunità


I morti annegati nel canale di Sicilia saranno o no sulla coscienza di qualcuno?
Chi sono i colpevoli di queste tragedie che si ripetono?
Cosa possiamo fare noi per interrompere la scia di sangue, quest'onda di cadaveri?

I responsabili di questi morti vanno cercati a Brussels, Parigi, Londra, Washington, nei loro leader che hanno deciso e voluto la guerra in Libia e in Siria, il cambio dei regimi arabi, non per la democrazia, ma per ridistribuire le ricchezze petrolifere di quei paesi. Il sangue di quei morti cade su tutti quelli che hanno lavorato per aiutare con soldi e armi le bande armate dell'Isis, coloro che hanno addestrato le bande degli assassini, coloro che hanno spacciato, venduto il petrolio rubato. Questi paesi si chiamano: Arabia Saudita con tutta la schiera degli sceicchi del golfo, Turchia, Israele, Europa intera, guidati dagli Stati Uniti, aggiungiamo anche i mass-media occidentali come se fossero uno stato aggressivo e a sé, dediti al bombardamento al tappeto delle menti di tutti noi.

I nostri leader americani ed europei  e i leader dei paesi sopracitati, i loro generali impegnati nelle operazioni per aiutare gli assassini, i servizi segreti con il loro supporto, gli operatori sul posto come i consiglieri militari, addestratori, gli armatori che trasportano la refurtiva, i compratori del petrolio rubato, tutti i giornalisti corrotti e bugiardi, tutti loro sono i responsabili di questo morti; davanti alla storia e davanti a Dio.
Quando l'occidente bombarda, gli scafisti brindano. Quando la finanza specula con le derrate alimentari, i trafficanti di esseri umani ringraziano. Come con i trafficanti di armi e di droga anche con i trafficanti dei migranti non si va mai fino in fondo. In quale banca mettono i soldi? Come riescono a pulirli e con l'aiuto di chi? Non crediamo li tengono sotto il materasso.

In un mondo dove i metodi nazisti stanno tornando di moda, come la tortura, i falsi attentati, la creazione del casus belli , chi traffica armi e droga perché dovrebbe avere scrupoli nel trafficare uomini! Arabi e occidentali l'hanno fatto nel passato con i popoli africani, creando i presupposti della schiavitù, lo possono benissimo fare adesso in concerto, per fare dimenticare altre tragedie, per distogliere l'attenzione da altri punti caldi con innumerevoli interessi per loro, e poi mettere in atto un assioma del sistema: massimizzare i profitti. A Vienna lo facevano i nazisti che in un primo tempo organizzavano l'esodo degli ebrei ricchi verso l'America, facendoli rapinare di tutte le loro ricchezze, con in cambio il passaporto e il biglietto. Mentre gli scafisti di oggi rapinano gli ultimi soldi ai poveracci di turno per un viaggio senza ritorno, molte volte nelle fauci della morte.
Siamo sicuri che questa classe dirigenziale americana ed europea non sconfiggerà la categoria degli scafisti, piuttosto darà loro uno stato da amministrare come ha fatto con i neonazisti ucraini. Interrompere con queste tragedie significa di non cercare di cambiare i governi degli altri con la forza dei bombardamenti, significa di smetterla con le guerre, con la rapina delle risorse, con l'inquinamento del pianeta, con le ingiustizie di ogni genere, iniziando dalla sottrazione del pane e del lavoro. Significa rispettare i popoli e le altre culture e non sentirsi superiori. La nostra superiorità sta solo nel numero di morti che siamo capaci di infliggere impunemente.
Quello che i nostri governanti facce di bronzo e di tolla devono fare, l'unica cosa da veri uomini che è permessa loro, è chiedere umilmente perdono ai popoli dell'Africa e del medio oriente. Impegnarsi a costruire il loro futuro nelle loro patrie, restituendo la refurtiva di questi ultimi cent'anni.

Quello che noi possiamo fare, è indignarci e gridare la nostra indignazione ai quattro venti. Alle prossime elezioni di qualsiasi tipo esse siano non votare nessuno dei partiti al governo e i loro sostenitori esterni. Votare solo chi non è coinvolto, cercando di unire tutte le forze per un blocco contro ogni tipo di guerra, di rapina, di ingiustizia, di sopraffazione.
Uscire dalla NATO, oramai un'alleanza offensiva guidata da Dottor Stranamore in persona.

Alternativa per la Costituzione
Gruppo di Rosignano

martedì 14 aprile 2015

GIORNATA DI MOBILITAZIONE GLOBALE - #STOPTTIP

COMUNICATO STAMPA 18 Aprile 2015 – Giornata di azione globale contro i Trattati di Libero Scambio Appuntamento a TORINO

In occasione della Giornata di Azione Globale contro i trattati di libero scambio,
il Comitato Stop Ttip di Torino
 organizza
(in sincrono con le altre città d'Italia) 
un  banchetto di raccolta firme per fermare il il Trattato di libero scambio tra Usa e Ue (TTIP)
e un FLASHMOB dal titolo "Smascheriamo il Trattatto Fantasma".




L'appuntamento è Sabato 18 aprile 2015 ore 11 FLASHMOB via Lagrange (altezza civico 3) "Il Trattato Fantasma (TTIP) si aggirerà per le vie della città… e i Gosthbuster (STOP TTIP), acchiapperanno i fantasmi e ci sveleranno chi si cela dietro la maschera. ore 11 - 13 banchetto informativo sul Ttip e RACCOLTA FIRME via Lagrange











Unitevi alla Giornata di azione globale e partecipate alla mobilitazione!


Comitato Stop Ttip TORINO: Per contatti: stopttip.torino@gmail.com - 347.3115822
Per approfondimenti sul TTIP: http://stop-ttip-italia.net/cose-il-ttip/


APPELLO INTERNAZIONALE

Le persone e il pianeta prima del profitto! 18 Aprile 2015 – Giornata di azione globale contro i Trattati di Libero Scambio.

Noi, associazioni della società civile, sindacati, agricoltori, giovani, donne, movimenti locali, semplici attivisti invitiamo tutti a partecipare ad una Giornata di azione globale il 18 Aprile 2015 per fermare le trattative sulla liberalizzazione degli scambi commerciali e degli investimenti e promuovere una economia che serva allo sviluppo dei popoli e del pianeta. Nel recente passato sono stati imposti accordi segreti sul commercio e sugli investimenti sotto la pressione delle grandi imprese e dei Governi, calpestando i nostri diritti e danneggiando l'ambiente. In questi ultimi anni abbiamo dovuto combattere per la sovranità alimentare, per i beni comuni, per difendere il nostro lavoro, i nostri territori, la libertà della rete e il diritto alla democrazia. Strada facendo siamo cresciuti come movimento, abbiamo alzato la nostra voce ottenendo risultati e vittorie. Tutti insieme possiamo fermare gli accordi che si stanno negoziando e rovesciare le pesanti conseguenze degli accordi già presi. Tutti insieme possiamo realizzare modelli di società basati sui diritti delle persone e non sui privilegi dei gruppi di potere. Invitiamo tutte le organizzazioni, i cittadini, le associazioni a partecipare alla Giornata di azione globale organizzando localmente eventi in tutti i continenti. E' benvenuta ogni tipo di iniziativa e di azione a livello mondiale in grado di far crescere la consapevolezza, di coinvolgere e mobilitare dovunque le persone per costruire nuovi modelli di sviluppo commerciale ed economico, a favore delle persone e del pianeta.
Unitevi alla Giornata di azione globale e partecipate alla mobilitazione.

giovedì 9 aprile 2015

#NoGuerra #NoNato

Portare l'Italia fuori dal sistema di guerra

Attuare l'articolo 11 della Costituzione

L'Italia, facendo parte della Nato, deve destinare alla spesa militare in media 52 milioni di euro al giorno secondo i dati ufficiali della stessa Nato, cifra in realtà superiore che l'Istituto Internazionale di Stoccolma per la Ricerca sulla Pace quantifica in 72 milioni di euro al giorno.  Secondo gli impegni assunti dal governo nel quadro dell'Alleanza, la spesa militare italiana dovrà essere portata a oltre 100 milioni di euro al giorno.
È un colossale esborso di denaro pubblico, sottratto alle spese sociali, per un'alleanza la cui strategia non è difensiva, come essa proclama, ma offensiva.  Già il 7 novembre del 1991, subito dopo la prima guerra del Golfo (cui la NATO aveva partecipato non ufficialmente, ma con sue forze e strutture) il Consiglio Atlantico approvò il Nuovo Concetto Strategico, ribadito ed ufficializzato nel vertice dell'aprile 1999 a Washington, che impegna i paesi membri a condurre operazioni militari in "risposta alle crisi non previste dall'articolo 5, al di fuori del territorio dell'Alleanza",  per ragioni di sicurezza globale, economica, energetica, e migratoria.
Da alleanza  che impegna i paesi membri ad assistere anche con la forza armata il paese membro che sia attaccato nell'area nord-atlantica, la Nato viene trasformata in alleanza che prevede l'aggressione militare.
La nuova strategia è stata messa in atto con le guerre in Jugoslavia (1994-1995 e 1999), in Afghanistan (2001-2015), in Libia (2011) e le azioni di destabilizzazione in Ucraina, in alleanza con forze fasciste locali, ed in Siria. Il Nuovo concetto strategico viola i principi della Carta delle Nazioni unite.
Uscendo dalla Nato, l'Italia si sgancerebbe da questa strategia di guerra permanente, che viola la nostra Costituzione, in particolare l'articolo 11, e danneggia i nostri reali interessi nazionali.  L'appartenenza alla Nato priva la Repubblica italiana della capacità di effettuare scelte autonome di politica estera e militare, decise democraticamente dal Parlamento sulla base dei principi costituzionali.  La più alta carica militare della Nato, quella di Comandante supremo alleato in Europa, spetta sempre a un generale statunitense nominato dal presidente degli Stati uniti. E anche gli altri comandi chiave della Nato sono affidati ad alti ufficiali statunitensi. La Nato è perciò, di fatto, sotto il comando degli Stati uniti che la usano per i loro fini militari, politici ed economici.
L'appartenenza alla Nato rafforza quindi la sudditanza dell'Italia agli Stati uniti, esemplificata dalla rete di basi militari Usa/Nato sul nostro territorio che ha trasformato il nostro paese in una sorta di portaerei statunitense nel Mediterraneo.  Particolarmente grave è il fatto che, in alcune di queste basi, vi sono bombe nucleari statunitensi e che anche piloti italiani vengono addestrati al loro uso. L'Italia viola in tal modo il Trattato di non-proliferazione nucleare, che ha sottoscritto e ratificato. L'Italia, uscendo dalla Nato e diventando neutrale, riacquisterebbe una parte sostanziale della propria sovranità: sarebbe così in grado di svolgere la funzione di ponte di pace sia verso Sud che verso Est.

Sostieni la campagna per l'uscita dell'Italia dalla Nato per un'Italia neutrale. 
LA PACE HA BISOGNO ANCHE DI TE
 
 Chiediamo a tutti i firmatari di condividere nella propria pagina Facebook l’invito a firmare, inserendo, ad esempio, in copertina l’immagine a lato.
 
Il sito web http://www.noguerranonato.it raccoglierà tutti la documentazione utile, che sarà possibile scaricare gratuitamente.

Questo è un video da condividere per ampliare la campagna di raccolta firme: https://www.facebook.com/video.php?v=423761271128423

Il 21 aprile, dalle ore 11 alle 13, presso la Sala ISMA del Senato, in piazza Capranica, 72 a Roma, si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa. Tra i relatori Manlio Dinucci, che ha scritto il testo dell’appello, Giulietto Chiesa, Ferdinando Imposimato, Luciano Canfora, Vauro. 
Stiamo tutt’ora verificando la presenza di Dario Fo, che ha firmato l’appello.




Firmatari in ordine alfabetico:

Albanesi Mario, giornalista
Alciator Chiesa Agostino, diplomatico
Alleva Piergiovanni, giuslavorista
Amoretti Scarcia Bianca Maria, docente universitaria
Apicella Vincenzo, disegnatore
Barbarossa Romano, operaio Acciaierie Terni
Becchi Paolo, docente universitario
Belardinelli Alessandro, operaio Whirpool-Indesit
Benigni Glauco, giornalista
Bongiovanni Giorgio, direttore Antimafia2000
Boylan Patrick, cittadino USA, docente universitario
Brandi Vincenzo, ingegnere
Bottene Cinzia, attivista
Braccioforte Martino, operaio Riva Acciaio Terni
Brotini Maurizio, sindacalista
Bulgarelli Mauro, senatore
Cabras Pino, direttore Megachip
Cacciari Paolo, esponente politico
Cacciarru Alberto, operaio Alcoa Sulcis
Calderoni Maria Rosa, giornalista
Canfora Luciano, filologo
Cardini Franco, storico
Cao Mariella, attivista
Capuano Enrico, musicista
Castellani Mirko, operaio La Folgore Prato
Castrale Francesco, operaio Akerlund and Rausing
Catone Andrea, direttore rivista MarxVentuno
Celestini Ascanio, attore
Cernigoi Claudia, storica
Chiesa Giulietto, giornalista
Cicalese Pasquale, economista
Cipolla Nicola, senatore 
Cocco Giovanni, docente universitario
Correggia Marinella, ecopacifista Rete No War
Cremaschi Giorgio, sindacalista
Crippa Aurelio, senatore
Cristaldi Mauro, scienziato
D’Alessio Ciro, operaio Pomigliano d’Arco
D’Andrea Filomena, cantautrice
De Iulio Pier Francesco, direttore Megachip
De Lorenzo Francesco, ingegnere
De Pin Paola, senatrice
De Santis Paolo, docente universitario
Dinucci Manlio, giornalista
D’Eliso Filippo, compositore
D’Orsi Angelo, docente universitario
Donati Mirko, operaio Teleco S.p.A.
Fisicaro Anita, attivista Rete No War
Fo Dario, Premio Nobel, autore e attore
Fo Jacopo, scrittore
Foa Marcello, giornalista
Franzoni Dom, teologo
Galli Giorgio, politologo
Gemma Mauro, direttore sito web “MarxVentuno”
Germano Roberto, scienziato
Gesualdi Francesco, saggista
Giacomini Ruggero, storico
Giannini Fosco, senatore
Giannuli Aldo, docente universitario 
Ginatempo Nella, attivista Rete No War
Girasole Mario, operaio Fiat Mirafiori
Girasole Tommaso, operaio Samar
Grimaldi Fulvio, giornalista
Guidetti Serra Gabriella, attivista Rete No War
Imposimato Ferdinando, magistrato
Kersevan Alessandra, storica
La Grassa Gianfranco, giornalista
Losurdo Domenico, filosofo
Macchietti Loredana, Editore rivista Latinoamerica e tutti i sud del mondo
Manisco Lucio, giornalista
Manca Luigi, operaio Carbosulcis
Manduca Paola, docente universitaria
Marino Luigi, direttore rivista “MarxVentuno”
Matiussi Dario, storico
Mazzeo Antonio, giornalista
Mazzucco Massimo, giornalista e regista
Minà Gianni, giornalista
Morese Giuseppe, operaio Thyssenkrupp Torino
Pagliani Piero, pensionato
Palermi Manuela, giornalista
Palombo Marco, attivista Rete No War
Pallante Maurizio, saggista
Pellegrini Ferri Miriam, giornalista
Pepe Bartolomeo, senatore
Pesce Delfino Vittorio, antropologo
Pesce Ulderico, attore e regista
Pullini Pierpaolo, operaio Fincantieri Ancona
Riondino David, musicista
Salzano Edoardo, urbanista
Severini Maurizio, musicista
Slaviero Paolo, insegnante
Spetic Stoyan, senatore
Spinelli Vladimiro, operaio Vibac
Steri Bruno, Ass. Ricostruire il PC
Vattimo Gianni, filosofo
Vauro, disegnatore
Viale Guido, scrittore
Vindice Lecis, giornalista
Vlajic Gilberto, segretario Ass. Non Bombe ma solo Caramelle
Vitiello Giuseppe, scienziato
Zanotelli Alex, religioso 
Zucchetti Massimo, docente universitario

Sintesi del libro "IL SEGRETO DELLE TRE PALLOTTOLE"


"IL SEGRETO DELLE TRE PALLOTTOLE" di Maurizio Torrealta ed Emilio Del Giudice
 
 

Il libro descrive l'inchiesta, approfondita e rigorosamente documentata, realizzata da quattro giornalisti alcuni anni fa sull'impiego della fusione fredda nella fabbricazione delle armi nucleari di ultima generazione.
Le conclusioni dell'inchiesta sono queste:
• le ricerche militari per la realizzazione di ordigni nucleari di nuova generazione sono sempre andate avanti, in violazione dei trattati di non proliferazione nucleare
• le nuove bombe nucleari impiegano la "fusione nucleare fredda"
• vengono utilizzate dagli anni '90 da Stati Uniti e Israele contro le popolazioni "nemiche" indifese
Il libro descrive eventi drammatici che avvengono nel silenzio assoluto e nella totale ignoranza della gente.
I cosiddetti "paesi democratici" hanno bombardato Iraq, Kosovo, Afghanistan, Libano, Gaza con migliaia di tonnellate di bombe all'uranio "sporco" uccidendo milioni di persone innocenti, facendo stragi di bambini e facendo ammalare di tumore intere popolazioni a causa delle ricadute radioattive. I popoli "nemici" sono stati decimati e intere regioni inquinate per generazioni.
Le persone non sanno niente di queste cose e i mezzi di informazione non ne parlano. Il libro è quasi sconosciuto e difficilmente reperibile.
Nel 1989 i due autorevoli scienziati Fleischmann e Pons annunciarono di aver realizzato la "fusione fredda", reazioni nucleari a bassa energia. Certi metalli pesanti, come il palladio, se opportunamente "caricati" di idrogeno, fanno fondere i protoni (o i deutoni) in elio, liberando grandi quantità di energia. La scoperta venne rapidamente screditata come fasulla e i due scienziati furono ingiustamente insultati e disprezzati. Le loro carriere distrutte. Soltanto molti anni dopo, studi scientifici approfonditi hanno dimostrato che quei processi nucleari a bassa energia erano reali.
Si trattava di una scoperta fondamentale. Troppo fondamentale, fu proprio questo il problema. Troppa l'energia prodotta dalla nuova fusione fredda, e a costi irrisori, per non minacciare gli interessi delle potenti lobby dell'energia ricavata dagli idrocarburi. E per non minacciare anche i grandi progetti di ricerca scientifica sulla fusione calda (ad alta energia) che ricevevano ingenti finanziamenti. In pratica era energia illimitata a costo zero. Perciò le ricerche sulla fusione fredda terminarono, bandite e delegittimate dalla scienza ufficiale. Si scoprì che le redazioni di riviste scientifiche avevano subìto forti pressioni per mettere in cattiva luce la fusione fredda. Mallove, eminente ricercatore sulla fusione fredda, fu assassinato. Fleischmann e il fisico Preparata, altro importante ricercatore sulla fusione fredda, si ammalarono di un particolare tumore all'intestino. C'è il sospetto che siano stati avvelenati con polvere radioattiva. Preparata non ce l'ha fatta ed è morto.
Ma le ricerche sulla fusione fredda in realtà proseguirono, nascoste, sviluppate nel segreto dei laboratori scientifici militari. Perché dietro la fusione fredda c'era un processo fisico nuovo dalle notevoli potenzialità che poteva fornire enormi vantaggi economici e militari.
I militari hanno sviluppato una nuova tipologia di ordigni nucleari che, a differenza della bomba di Hiroshima, non richiedono più una massa critica per l'innesco, né l'arricchimento spinto dell'uranio nell'isotopo 235. Pur generando esplosioni della stessa energia o anche maggiore, queste nuove bombe sono molto più piccole in dimensioni ("pallottole", appunto) perché l'innesco è fornito dal "caricamento" del deuterio. Al momento dell'impatto del proiettile, il deuterio subisce la fusione fredda e fornisce l'energia per polverizzare l'uranio e innescarvi le reazioni nucleari di fissione, e quindi la violenta esplosione. Si può perfino regolare la quantità di radiazioni prodotte "sporcando" la bomba con l'uranio arricchito.
Ecco dunque cos'è il "segreto delle tre pallottole":
• prima pallottola e primo inganno: le pallottole all'uranio impoverito non esistono. Sono solo una copertura mediatica per mascherare l'utilizzo delle pallottole radioattive
• seconda pallottola e seconda inganno: le pallottole di uranio sporco (arricchito), fatte con le scorie dei reattori nucleari (e spacciate per pallottole all'uranio impoverito, non radioattivo), vengono impiegate per bombardare il territorio nemico allo scopo di inquinare l'area con i prodotti di fissione, per coprire gli effetti della terza pallottola
• terza pallottola: è la bomba nucleare all'uranio di ultima generazione, molto piccola in dimensioni, in cui il caricamento del deuterio innesca prima la fusione e poi la fissione.
Ormai il tema delle armi nucleari non viene più affrontato in pubblico perché i governi dovrebbero confessare di nascosto tutta una nuova generazione di ordigni nucleari all'uranio, e di averle già ripetutamente impiegate e sperimentate sulle popolazioni, a dispetto del trattato di non proliferazione.
Non esisterà mai un governo al mondo che ammetterà di aver fatto cose così orribili.