Sabato 21 febbraio Torino si è svegliata più grigia del
solito, ma decisa a gridare NO al TAV!
La pioggia lieve ma insistente non ha fermato tutti
coloro che volevano dare solidarietà infatti erano presenti 10000 persone (chi
ne dice 15000, la questura 4000).
La manifestazione si è si è svolta pacificamente,
snodandosi tra Piazza Statuto e Piazza Castello.
C’erano giovani, più giovani, adulti e anziani, gente di
città e gente di campagna, ognuno con il suo messaggio di dissenso da far
sentire.
Dissenso verso lo spreco di denaro, dissenso verso la
distruzione di territorio meraviglioso, dissenso verso la prepotenza dei
governanti, e dissenso verso la magistratura che condanna come terroristi che
compie il gesto politico di distruggere gli oggetti distruttori del territorio.
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| Alternativa NordOvest ha ovviamente partecipato alla manifestazione. |
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Anonymous nel frattempo manifestava a modo
proprio mandando in tango down il sito del Cipe, del tribunale di Torino e del sen Esposito. |
Ricordiamo che il TAV è un progetto venuto alla luce 22
anni fa, in un contesto socioeconomico profondamente diverso e quindi con
bisogni e peculiarità diverse.
Sullo sfondo si agita il fantasma degli sprechi
inenarrabili e le infiltrazioni mafiose e di cricca.
Per dare una stima delle spese già effettuate per le TAV
nel territorio italiano, ricordiamo che in Italia si è speso 73 milioni per km
contro i 10 della Francia e i 9 della Spagna.
I sostenitori dell’opera, l’attuale governo e tutti i
principali mass media parlano solo dei vantaggi, della necessità di portare a
termine l’opera, anche forti del fatto che la Francia ha già speso circa 1
miliardo di euro per i tunnel geognostici che nel caso l’opera non si
dovesse più compiere andrebbero rimborsati. Non viene però minimamente preso in
considerazione l’impatto ambientale dell’opera e il fatto che proprio la
Francia per nome dell’Agenzia Nazionale Ambiente di Parigi che invita a rivedere
le stime progettuali proprio perchè in realtà sia il traffico passeggeri che il
traffico delle merci ( l’Italia avrebbe appunto un utilizzo “misto” della linea
) è in stato assolutamente sovrastimato sin dai primi studi di fattibilità.
Il fatto che l’ultimo progetto sia denominato “Low cost”
perchè attacca alla vecchia linea il nuovo tunnel risparmiando qualche miliardo
di euro, è un motivo di orgoglio per i sostenitori, ma un segno del fallimento
e dell’improvvisazione dell’opera per i contrari, visto che il nuovo tunnel
andrà a bucare una montagna piena d’amianto con un cantiere infinito di 10-15
anni di lavori. In sostanza la TAV si preannuncia un opera
antieconomica, laddove i costi enormi per sostenerla siano molto maggiori
dei benefici che si ricavano. In effetti questo bisogno di velocità per
l’import-export delle merci pare oramai anacronistico in una società che sia
oramai consapevole che il futuro dipenda dal minor spreco energetico
possibile per il consumo delle merci, e non viceversa, facendo si che
queste connessioni intereuropee siano bisogni indotti, così come quello di
andare da Milano a Parigi in 4 ore, esigenza che non può sicuramente essere
interpretata dalla maggioranza della popolazione.
L’opera può risultare addirittura dannosa se si pensa
all’impatto sulle falde acquifere, a 57 km di tunnel e alle tonnellate
di amianto e di materiale tossico e alle migliaia di persone che si ammaleranno
in conseguenza di questa “grande” opera.
Abbiamo raccolto dai Social Network varie immagini per
documentare il successo della manifestazione, cosa che il MainStream non farà
mai!


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