This article originally appeared at Business New Europe
L’Ungheria è stata, forse, la più entusiasta tra i
potenziali stati per il South Stream ed ora cerca opzioni alternative per
assicurarsi l’approvvigionamento del gas.
L’Ungheria fa pressioni per istituire il progetto per accumulare gas dal
gasdotto “Turk Stream” proposto dalla Russia e trasportarlo in Europa Centrale,
ha detto il Ministro degli Esteri Peter Szijjarto il 26 Gennaio.
Ad una conferenza in Turchia, Szijjarto ha detto che a Budapest hanno già preso
il via i colloqui con la Grecia, la Macedonia e la Serbia su un potenziale percorso
per trasportare parte del gas che Mosca vuole trasferire ad un deposito ai
confini Turchia-Grecia.
L’Ungheria e la Serbia stanno ancora soffrendo per la cancellazione del
gasdotto South Stream della Gazprom. Il South Stream era stato previsto per il
trasporto, sotto il mar Nero, di 63 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia
verso l’Europa, aggirando l’Ucraina. Era stato progettato per attraversare Bulgaria,
Serbia e Ungheria, per finire in Austria, ma alla fine è stato vittima della
sua debole economia e le tensioni crescenti tra Mosca e l’Unione Europea.
Mentre a Dicembre suonava la campana a morto del South Stream, il presidente
Vladimir Putin a sorpresa ha detto che Gazprom potrebbe invece decidere di forzare
l’esportazione verso l’Europa attraverso la Turchia.
La capacità annuale di questa nuovo percorso, chiamato Turk Stream, è già
pianificata a 63 miliardi di metri cubi, secondo Gazprom. La Turchia assorbirebbe
14 miliardi di metri cubi, ed il resto verrebbe trasferito ad un deposito ai
confini con la Grecia per poi transitare verso altre nazioni Europee.
La situazione ha favorito il riposizionamento dei precedenti partners del
South Stream –ed altri- appena capita l’opzione di ritornare a bordo del treno pieno
di soldi facili prima che lo facciano altri.
Se o quando Mosca e Ankara arriveranno all’accordo finale sul nuovo
gasdotto verso la Turchia, Budapest avvierà i colloqui sul transito del gas russo
dalla Turchia all’Europa, ha detto un funzionario ungherese. “Il nostro scopo
ora è di preparare gli investimenti attraverso i quali il gas fornito alla
Turchia può essere trasportato all’Europa centrale, “ha spiegato Szijjarto”,
secondo il Portfolio.hu
“Abbiamo già iniziato le negoziazioni con la Serbia e la Macedonia per un
possibile nuovo percorso di consegna. Ci piacerebbe entrare in contatto con il
nuovo governo greco il più presto possibile” ed ha continuato “Ci stiamo
consultando con la Commissione Europea su quale aiuto finanziario potrebbe
fornire l’Unione Europea”
L’Ungheria è stata forse la più entusiasta di essere uno degli stati del
South Stream, e ora sta cercando opzioni alternative per assicurarsi le forniture
del gas. Attualmente Ungheria ottiene la maggior parte del suo gas dalla Russia
attraverso l'Ucraina.
Nello stesso tempo, sta cercando di assicurarsi le ingenti tasse di
transito ed altri benefici che matureranno per l’angolo sud-est dell’Europa,
economicamente in difficoltà. Il governo del primo Ministro dell’Ungheria
Viktor Orban si era preparato, per il progetto ormai defunto, a subentrare sul
grosso delle infrastrutture per il gas accettando un costo più alto per le
casse dello stato
Percorso ad ostacoli
Tuttavia, c’è più di un ostacolo potenziale. L’Ungheria –come la Bulgaria e la Slovacchia che si trovano lungo
la via principale dall’Ucraina all’Europa, sono stati delusi dal South Stream -
sta spingendo per risolvere il problema principale: al momento, non esiste alcuna
infrastruttura europea per raccogliere il gas dal confine turco.
Il capo responsabile per l’energia dell’Unione Europea, Maros Sefcovic, ha
detto al Wall Street Journal il 22 Gennaio che il piano della Russia “potrebbe non
funzionare”. Il CEO di Gazprom, Alexei Miller, come riferito ha detto alla
Commissione Europea, in un incontro a Mosca all’inizio di questo mese, che la Unione
Europea deve iniziare la costruzione delle condotte al confine tra Grecia e
Turchia da “oggi”, se vogliono ricevere gas dalla Russia dopo il 2019.
Sefcovic sostiene anche che la capacità del Turk Stream è di gran lunga
superiore della domanda della Turchia e del Sud-Est Europeo.
Allo stesso tempo, Gazprom è occupata a celebrare il suo nuovo accordo sul
gas con la Cina. Firmato l’anno scorso dopo oltre un decennio di trattative,
l’accordo offre alla compagnia russa la prima significativa chance per
diversificare la fornitura ai soli clienti Europei.
Ma la costruzione di vie di approvvigionamento, sia ad est che a sud, potrebbe
essere difficile per Gazprom. ” Le sanzioni finanziarie potrebbero impedire alla
compagnia di essere in grado di finanziare contemporaneamente una serie di
grandi progetti di gasdotti di esportazione”, suggeriscono gli analisti
dell’Istituto per lo Studio sull’Energia di Oxford
Intanto, Ankara e Mosca hanno qualche disaccordo sulla percorso del
progetto. La Turchia da parte sua, ha fatto notare che è stato siglato, fino ad
ora, solo un protocollo di intesa.
Il corridoio del sud
Il piano annunciato dalla Russia di deviare tutte le esportazioni del gas
dall’Ucraina sul nuovo percorso turco, ha rinvigorito le discussioni sul progetto
del “Corridoio del Sud” per spillare il gas non russo, come forma di sicurezza
energetica dell’Europa del Sud-Est.
La Slovacchia, sollevata dalla scomparsa del South Stream si è mossa repidamente
nel proporre “l’Anello dell’Est” che dovrebbe legare la sua rete a quella della
Romania e avanti verso la Bulgaria per offrire la fornitura all’Unione Europea.
Funzionari di Bratislava, intanto, si sono incontrati con i loro pari
dell’Azerbaijan, produttori di gas, il 26 Gennaio, dove hanno parlato di un
enorme potenziale nel transito dell’energia. L’Azerbaijan è previsto che pompi
16 miliardi di metri cubi del suo gas in Italia, attraverso la Turchia e i Balcani,
nel 2019. L’Anello dell’Est potrebbe potenzialmente permettere alla Slovacchia
di collegarsi al gasdotto Tanap, pianificato della Turchia, che trasporterà il
gas degli azeri attraverso la Turchia.
Intanto, la proposta russa di spostare la fornitura di gas al sud tiene i
consumatori europei sul filo. L’Ungheria sta cercando di raddoppiare
l’ammontare di gas che hanno in deposito per i russi. In base ad un accordo
preesistente, il gigante del gas russo Gazprom può immagazzinare fino a 70 miliardi
di metri cubi nel paese.
Resta da vedere se l’Ungheria si assicurerà l’accordo per immagazzinare più
gas russo, che sarà probabilmente uno dei maggiori punti di discussione durante
la visita di Putin il mese prossimo a Budapest. Il desiderio di legarsi al Turk
Stream è presumibilmente all’ordine del giorno.
Il viaggio del presidente russo del prossimo 17 Febbraio in Ungheria è
circondato dalle speculazioni, con dicerie circolanti che Budapest è pronta a
vendere una parte dei sui asset del gas a Mosca. I funzionari hanno negato
piani di questo tipo.
Comunque,
al di là del controverso invito a Putin, l’entusiastico incoraggiamento dell’Ungheria
sul Turk Stream farà poco per migliorare la posizione di Orban nei confronti
degli Stati Uniti e Unione Europea, che vogliono assicurarsi quanta più leva
possibile sulla Russia poiché la guerra nel Donbass si intensifica una volta
ancora.
Note del
traduttore:
Tutta la
zona è in subbuglio per chi arriva prima a trovare un accordo con la Russia e
non con la cosiddetta Europa. Grecia, Bulgaria, Ungheria Turchia. Tutto il
sud-est asiatico è in fermento. Gli affari sono affari e se c’è da sfanculare
la Germania e soci così sia. Finale: non è mai esistita un’Europa unita, né mai
lo sarà, se non sotto una potenza straniera. USA o Russia o Cina che sia.
Vedremo. Ma ci rendiamo conto che tutto gira intorno al polo energetico. Vero
punto cruciale, da seguire, da analizzare.
Tradotto da Fortunato di Alternativa Nord-Ovest per www.cultureweapon.blogspot.it
Tradotto da Fortunato di Alternativa Nord-Ovest per www.cultureweapon.blogspot.it
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