mercoledì 4 febbraio 2015

L’Ungheria desidera partecipare al Turk Stream




 This article originally appeared at Business New Europe

L’Ungheria è stata, forse, la più entusiasta tra i potenziali stati per il South Stream ed ora cerca opzioni alternative per assicurarsi l’approvvigionamento del gas.

L’Ungheria fa pressioni per istituire il progetto per accumulare gas dal gasdotto “Turk Stream” proposto dalla Russia e trasportarlo in Europa Centrale, ha detto il Ministro degli Esteri Peter Szijjarto il 26 Gennaio.
 
Ad una conferenza in Turchia, Szijjarto ha detto che a Budapest hanno già preso il via i colloqui con la Grecia, la Macedonia e la Serbia su un potenziale percorso per trasportare parte del gas che Mosca vuole trasferire ad un deposito ai confini Turchia-Grecia.

L’Ungheria e la Serbia stanno ancora soffrendo per la cancellazione del gasdotto South Stream della Gazprom. Il South Stream era stato previsto per il trasporto, sotto il mar Nero, di 63 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia verso l’Europa, aggirando l’Ucraina. Era stato progettato per attraversare Bulgaria, Serbia e Ungheria, per finire in Austria, ma alla fine è stato vittima della sua debole economia e le tensioni crescenti tra Mosca e l’Unione Europea.
Mentre a Dicembre suonava la campana a morto del South Stream, il presidente Vladimir Putin a sorpresa ha detto che Gazprom potrebbe invece decidere di forzare l’esportazione verso l’Europa attraverso la Turchia.
La capacità annuale di questa nuovo percorso, chiamato Turk Stream, è già pianificata a 63 miliardi di metri cubi, secondo Gazprom. La Turchia assorbirebbe 14 miliardi di metri cubi, ed il resto verrebbe trasferito ad un deposito ai confini con la Grecia per poi transitare verso altre nazioni Europee.
La situazione ha favorito il riposizionamento dei precedenti partners del South Stream –ed altri- appena capita l’opzione di ritornare a bordo del treno pieno di soldi facili prima che lo facciano altri.
Se o quando Mosca e Ankara arriveranno all’accordo finale sul nuovo gasdotto verso la Turchia, Budapest avvierà i colloqui sul transito del gas russo dalla Turchia all’Europa, ha detto un funzionario ungherese. “Il nostro scopo ora è di preparare gli investimenti attraverso i quali il gas fornito alla Turchia può essere trasportato all’Europa centrale, “ha spiegato Szijjarto”, secondo il Portfolio.hu
“Abbiamo già iniziato le negoziazioni con la Serbia e la Macedonia per un possibile nuovo percorso di consegna. Ci piacerebbe entrare in contatto con il nuovo governo greco il più presto possibile” ed ha continuato “Ci stiamo consultando con la Commissione Europea su quale aiuto finanziario potrebbe fornire l’Unione Europea”
L’Ungheria è stata forse la più entusiasta di essere uno degli stati del South Stream, e ora sta cercando opzioni alternative per assicurarsi le forniture del gas. Attualmente Ungheria ottiene la maggior parte del suo gas dalla Russia attraverso l'Ucraina.
Nello stesso tempo, sta cercando di assicurarsi le ingenti tasse di transito ed altri benefici che matureranno per l’angolo sud-est dell’Europa, economicamente in difficoltà. Il governo del primo Ministro dell’Ungheria Viktor Orban si era preparato, per il progetto ormai defunto, a subentrare sul grosso delle infrastrutture per il gas accettando un costo più alto per le casse dello stato
Percorso ad ostacoli
Tuttavia, c’è più di un ostacolo potenziale. L’Ungheria –come  la Bulgaria e la Slovacchia che si trovano lungo la via principale dall’Ucraina all’Europa, sono stati delusi dal South Stream - sta spingendo per risolvere il problema principale: al momento, non esiste alcuna infrastruttura europea per raccogliere il gas dal confine turco.
Il capo responsabile per l’energia dell’Unione Europea, Maros Sefcovic, ha detto al Wall Street Journal il 22 Gennaio che il piano della Russia “potrebbe non funzionare”. Il CEO di Gazprom, Alexei Miller, come riferito ha detto alla Commissione Europea, in un incontro a Mosca all’inizio di questo mese, che la Unione Europea deve iniziare la costruzione delle condotte al confine tra Grecia e Turchia da “oggi”, se vogliono ricevere gas dalla Russia dopo il 2019.
Sefcovic sostiene anche che la capacità del Turk Stream è di gran lunga superiore della domanda della Turchia e del Sud-Est Europeo.
Allo stesso tempo, Gazprom è occupata a celebrare il suo nuovo accordo sul gas con la Cina. Firmato l’anno scorso dopo oltre un decennio di trattative, l’accordo offre alla compagnia russa la prima significativa chance per diversificare la fornitura ai soli clienti Europei.
Ma la costruzione di vie di approvvigionamento, sia ad est che a sud, potrebbe essere difficile per Gazprom. ” Le sanzioni finanziarie potrebbero impedire alla compagnia di essere in grado di finanziare contemporaneamente una serie di grandi progetti di gasdotti di esportazione”, suggeriscono gli analisti dell’Istituto per lo Studio sull’Energia di Oxford

Intanto, Ankara e Mosca hanno qualche disaccordo sulla percorso del progetto. La Turchia da parte sua, ha fatto notare che è stato siglato, fino ad ora, solo un protocollo di intesa.  
Il corridoio del sud
Il piano annunciato dalla Russia di deviare tutte le esportazioni del gas dall’Ucraina sul nuovo percorso turco, ha rinvigorito le discussioni sul progetto del “Corridoio del Sud” per spillare il gas non russo, come forma di sicurezza energetica dell’Europa del Sud-Est.
La Slovacchia, sollevata dalla scomparsa del South Stream si è mossa repidamente nel proporre “l’Anello dell’Est” che dovrebbe legare la sua rete a quella della Romania e avanti verso la Bulgaria per offrire la fornitura all’Unione Europea.
Funzionari di Bratislava, intanto, si sono incontrati con i loro pari dell’Azerbaijan, produttori di gas, il 26 Gennaio, dove hanno parlato di un enorme potenziale nel transito dell’energia. L’Azerbaijan è previsto che pompi 16 miliardi di metri cubi del suo gas in Italia, attraverso la Turchia e i Balcani, nel 2019. L’Anello dell’Est potrebbe potenzialmente permettere alla Slovacchia di collegarsi al gasdotto Tanap, pianificato della Turchia, che trasporterà il gas degli azeri attraverso la Turchia.
Intanto, la proposta russa di spostare la fornitura di gas al sud tiene i consumatori europei sul filo. L’Ungheria sta cercando di raddoppiare l’ammontare di gas che hanno in deposito per i russi. In base ad un accordo preesistente, il gigante del gas russo Gazprom può immagazzinare fino a 70 miliardi di metri cubi nel paese.
Resta da vedere se l’Ungheria si assicurerà l’accordo per immagazzinare più gas russo, che sarà probabilmente uno dei maggiori punti di discussione durante la visita di Putin il mese prossimo a Budapest. Il desiderio di legarsi al Turk Stream è presumibilmente all’ordine del giorno.
Il viaggio del presidente russo del prossimo 17 Febbraio in Ungheria è circondato dalle speculazioni, con dicerie circolanti che Budapest è pronta a vendere una parte dei sui asset del gas a Mosca. I funzionari hanno negato piani di questo tipo.
Comunque, al di là del controverso invito a Putin, l’entusiastico incoraggiamento dell’Ungheria sul Turk Stream farà poco per migliorare la posizione di Orban nei confronti degli Stati Uniti e Unione Europea, che vogliono assicurarsi quanta più leva possibile sulla Russia poiché la guerra nel Donbass si intensifica una volta ancora.

Note del traduttore:
Tutta la zona è in subbuglio per chi arriva prima a trovare un accordo con la Russia e non con la cosiddetta Europa. Grecia, Bulgaria, Ungheria Turchia. Tutto il sud-est asiatico è in fermento. Gli affari sono affari e se c’è da sfanculare la Germania e soci così sia. Finale: non è mai esistita un’Europa unita, né mai lo sarà, se non sotto una potenza straniera. USA o Russia o Cina che sia. Vedremo. Ma ci rendiamo conto che tutto gira intorno al polo energetico. Vero punto cruciale, da seguire, da analizzare.

Tradotto da Fortunato di Alternativa Nord-Ovest  per www.cultureweapon.blogspot.it

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