Gli alluvionati di Liguria e Piemonte – oltre che di
altre aree del territorio nazionale – hanno trovato sotto l’albero un regalo
alquanto sgradito: la mancata proroga del pagamento delle imposte, che ha
costretto migliaia di cittadini colpiti dagli eventi alluvionali di Ottobre ai
versamenti fiscali e contributivi che, si pensava, sarebbero stati spostati al
febbraio 2015. Una beffa che con ogni evidenza non viene vissuta, nemmeno
emotivamente, da chi ha disatteso il provvedimento che avrebbe consentito
la proroga.
Il tutto in un clima di crisi profonda dell’economia
del nostro territorio, fiaccato da anni di recessione che comportano la
continua chiusura di attività produttive, in quello che un tempo era il
“motore” economico del nostro Paese. Non servono ulteriori commenti. Ci
limitiamo a consigliare alla cittadinanza di fare un nodo al fazzoletto, in
modo che ci si ricordi a lungo di questo ennesimo sgarro subito da un potere
politico sempre più lontano, completamente asservito ai diktat finanziari dei
mercati e di Bruxelles.
Stringetelo forte, il nodo al fazzoletto, e mentre lo
fate abbiate ben chiaro in testa che quanto è successo alle nostre tasche, è
l’ennesimo sgarbo di una nuova aristocrazia dominante, non più fondata
sul “sangue blu”, ma sul denaro fasullo creato dal gioco d’azzardo finanziario.
Siamo in un nuovo feudalesimo, e noi siamo i gradini inferiori della piramide
sociale.
Serve un profondo cambio di mentalità, da parte di
tutti. Trasformiamo la rabbia e la frustrazione in energie costruttive,
impegniamoci nel concreto e non fermiamoci al mugugno in Rete, ma
facciamo rete tra di noi nella vita reale, per costruire un mondo
differente.
Solo uniti in comunità potremo vincere…
NOI NON
DIMENTICHIAMO!

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