martedì 27 gennaio 2015

La Banca Centrale Europea annuncia il programma “moneta facile” per 1.14 trilioni di euro


La Banca Centrale Europea ha annunciato che inizierà un programma di facilitazione quantitativa (QE; quantitative easing) che ammonterà fino a 60 miliardi di euro al mese. La mossa è fatta per contrastare la ormai tripla recessione dell’eurozona.

Draghi ha detto “Attraverso questo programma, l’acquisto mensile combinato di beni pubblici e privati ammonterà fino a 60 miliardi di euro, ed è previsto che inizierà dal 2016”
La banca è molto al di sotto del suo obiettivo di inflazione del 2 percento ed è caduta in zona negativa, a Dicembre, dello -0,2 percento. Il valore dell’euro è sceso rispetto al dollaro ed ha raggiunto il minimo in 11 anni contro il biglietto verde. Al momento della decisione l’euro era scambiato a 1.16, non lontano da 1.17, quando fece il suo debutto nel 1999, l’anno in cui la moneta unica fu formata.
 La Germania, la più grande economia del blocco, ha protestato con forza il piano, ed ha sfidato la legalità del programma.
L’eurozona dei 19 seguirebbe così i passi di US, UK, e Giappone, che hanno creato nuova moneta per tenere a galla le loro economie durante le crisi. Il programma degli Stati Uniti ha creato, in totale, $4.5 trilioni di buoni governativi.
Appena dopo l’annuncio, la Banca Nazionale Svizzera, ha abbandonato l’aggancio all’euro, poiché il programma QE svaluterà ulteriormente il valore dell’euro e il Franco Svizzero di conseguenza.
La “facilitazione quantitativa”, QE, è stata largamente criticata per non portare effetti reali al popolo ordinario poiché la moneta gira nel mercato dei bond e non nel potere di spesa della gente.

Il prossimo ostacolo per l’eurozona è la Grecia, dove il partito di sinistra SYRIZA è pronto a prendere il controllo della fragile economia che non ha visto un miglioramento significativo sotto il programma di salvataggio dell’EU. Durante la campagna elettorale i capi di SYRIZA hanno promesso di ri-negoziare i termini dell’austerità nel quale il paese è stato forzato ad entrare. Gli analisti sono allarmati circa gli effetti politici ed economici del continente se dovesse esserci un’uscita, “Grexit” dall’euro.



Osservazioni del traduttore:
In base alla sequenza degli avvenimenti, quel doveva accadere sta effettivamente iniziando ad accadere, cioè, il disfacimento dell’eurozona. Se effettivamente Draghi non viene fermato prima e il suo QE va in porto la Germania (la vera perdente) farà fuoco e fiamme per bloccarlo. Potrebbe considerare anche la sua uscita dall’eurozona (auspicata da molti) e mettersi sulla scia del Franco Svizzero. La svalutazione prevista li tocca pesantemente nel portafoglio, poiché avverrebbe una riduzione generale dei crediti che essa ha accumulato verso TUTTI gli altri stati della EU. Per noi italiani sarebbe un bene (a mio personale avviso) perché con un’eventuale ritorno alla nostra moneta sovrana, potremmo giocare qualche carta in più, malgrado il periodo di magra che ci aspetterebbe. Gli aggiustamenti valutari non sono mai stati situazioni insuperabili. Il mercato si riaggiusta sempre e comunque. Un investitore parte con il pensiero di un “super guadagno”, ma quando deve scendere a patti, perché il debitore non può pagare, si accontenta, ricavandone un “semplice guadagno”. 



Tradotto da Fortunato di Alternativa Nord-Ovest  per www.cultureweapon.blogspot.it

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