martedì 13 gennaio 2015

LE BUONE RELAZIONI CON LA RUSSIA SONO UNA NECESSITA’ ECONOMICA PER LA TURCHIA.


-Essa non può permettersi la condanna della Crimea o le sanzioni, né evitare Mosca
per l’appoggio all’opposizione Siriana.



La visita del presidente russo Putin in Turchia è avvenuta nell’arco di una settimana dalla
partenza di Biden, nel contesto di una Turchia che minimizza le sue critiche a Putin sulla
Crimea e sull’Ucraina.
Tale risposta è davvero stupefacente, in particolare perché “l’integrità territoriale” è
stata per lungo tempo un principio sacrosanto nella cultura politica della Turchia. I
cittadini turchi sono stati a lungo messi in guardia da complotti contro l’unità e l’integrità
territoriale del Paese.
Il suo silenzio è ancora più sconcertante se si considera che vi sono larghe minorità di
Tatari in Crimea con stretti legami etnici, storici e religiosi con la Turchia.
Molto più vistosamente, in Siria, la Russia e la Turchia hanno politiche diametralmente
opposte; Putin è stato irriducibile nel sostenere al-Assad mentre Erdogan ne è stato un
feroce oppositore, e considera ogni tentativo di compromesso una slealtà.
Il silenzio della Turchia sulla Crimea è dovuto, probabilmente in buona parte, alla sua
massiccia dipendenza dall’energia russa, specialmente dal gas naturale. Le prospettive del
gas russo, unite alla sua capacità di interrompere il flusso di gas e petrolio attraverso il
Caucaso del Sud, chiaramente pesa molto sulle posizioni della Turchia verso la Russia.
Inoltre, la Turchia ha un enorme deficit nel bilancio commerciale verso la Russia, e può
bilanciarlo parzialmente con le entrate del turismo russo e con le società che fanno affari
in Russia. Quindi, mantenere buone relazioni con la Russia è diventato un sine qua non
economico per la Turchia.
C’è ancora molto da dire circa lo stile di direzione di Putin e la retorica anti-occidentale,
che lo rende caro ad Erdogan e, in certa misura, all’opinione pubblica turca. Una
affascinante dimostrazione è venuta da un precedente incontro tra i due leader a S.
Pietroburgo nel Novembre 2013. Durante una conferenza stampa, in risposta ad un
commento di Putin, Erdogan disse che “la Turchia aveva una grande esperienza nei
colloqui con la UE”:
“Avete ragione. Cinquant’anni di esperienza non sono robetta. Accoglieteci
nell’Organizzazione di Shangai e salvateci da questo guaio”.
Chiaramente, Putin è stato furbo nell’ utilizzare le rimostranze turche. Per esempio, in
seguito alle recenti sanzioni economiche dell’Unione Europea alla Russia, Putin ha offerto
ad Erdogan la possibilità di aumentare le esportazioni verso la Russia, permettendogli di
mitigare l’impatto delle sanzioni sui beni di consumo, mentre in simultanea stuzzicava
l’appetito degli affaristi turchi che hanno perso mercato nel Medio Oriente.
Il tutto accompagnato dalla promessa di rimpiazzare il progetto del gasdotto South Stream,
cancellato, con un progetto alternativo per portare gas all’Europa attraverso la Turchia.
Come si può notare, Putin cerca di attirare la Turchia fuori dall’occidente e di
incrementarne la dipendenza dalla Russia.


Kemal Kirisci  (The National Interest) per Russia Insider
(This is an excerpt from an article that originally appeared in The National Interest)

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